Questa sezione raccoglie decisioni rese da diverse giurisdizioni, nazionali, europee e internazionali, sulle tematiche del biodiritto.
Questa sezione raccoglie decisioni rese da diverse giurisdizioni, nazionali, europee e internazionali, sulle tematiche del biodiritto.
La Corte costituzionale ha dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge della Regione Sardegna 31 gennaio 2025, n. 2 che consente ai medici di medicina generale in quiescenza di prestare servizio di assistenza primaria e di continuità assistenziale nelle zone del territorio regionale prive di tali servizi, fino all’espletamento delle nuove procedure di assegnazione e comunque non oltre il 30 giugno 2026.
La Corte costituzionale ha dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale della legge della Regione Puglia 10 dicembre 2024, n. 41 con riferimento all’art. 117, terzo comma, Cost. per aver istituito temporaneamente la figura dello “psico-oncologo”.
Il Tar Campania ha dichiarato l’illegittimità del provvedimento dell’istituzione scolastica che riconosceva all’alunno il sostegno per un numero di ore inferiore rispetto a quanto stabilito dal Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione (GLO), che si occupa di redigere, approvare e sottoscrivere il Piano Educativo Individualizzato (PEI), sulla base delle esigenze dell’alunno stesso.
Il Tribunale di Torino ha dichiarato illegittima la condotta della Regione Piemonte che ha escluso la possibilità per alcuni cittadini stranieri aventi permesso di soggiorno e percipienti l’indennità di invalidità civile di usufruire dell’iscrizione obbligatoria al Sistema Sanitario Nazionale e ha in tal modo imposto l’iscrizione volontaria, subordinata al pagamento di un sostanzioso contributo economico.
La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile per irrilevanza la questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale ordinario di Como relativamente agli artt. 5 e 12 della legge n. 40/2004, con riferimento all’art. 32 Cost. e all’art. 117, comma primo, alla luce dei parametri interposti di cui agli artt. 8 e 14 CEDU, all’art. 2 del Patto internazionale sui diritti civili e politici, agli artt. 2, 3 e 9 della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo.
Il Tribunale di Firenze ha ordinato all’Azienda sanitaria territorialmente competente di concludere la fase esecutiva del procedimento di suicidio medicalmente assistito attivato da una donna le cui condizioni rispettano i requisiti individuati dalla Corte costituzionale nella sentenza 242/2019.
La Corte EDU ha stabilito che l’annullamento della trascrizione dell’atto di nascita di un minore, nato in Italia nel 2018 a seguito di procreazione medicalmente assistita effettuata all’estero, nella parte in cui incide sulla madre intenzionale, non integra una violazione dell’art. 8 CEDU, ritenendo sufficiente, all’epoca dei fatti, la possibilità di ricorrere all’adozione in casi particolari.
Il Tribunale di Vicenza ha riconosciuto il diritto all’iscrizione obbligatoria al Sistema Sanitario Nazionale del familiare straniero ricongiunto, ancorché, nel momento in cui necessitava di usufruire dei servizi sanitari, non fosse ancora in possesso di un permesso di soggiorno per motivi famigliari ma solo di un visto C per turismo.
Con l’ordinanza n. 26826 del 6 ottobre 2025, la Corte di Cassazione accoglie il ricorso incidentale proposto dai congiunti della piccola Mi.An., deceduta subito dopo il parto. Viene conseguentemente cassata la sentenza della Corte d’Appello di Napoli, la quale aveva ridotto del 50% il risarcimento del danno non patrimoniale dovuto, sul presupposto che la perdita di un feto (o di un neonato spirato immediatamente dopo il parto) integrasse la lesione di un rapporto parentale non ancora concreto, ma soltanto potenziale.
Il Consiglio di Stato ha dichiarato parzialmente illegittimo il decreto del Ministero degli Interni con cui è stato approvato il capitolato di appalto per la gestione dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) in quanto non conforme alla normativa di riferimento e viziato da difetto di istruttoria.