Questa sezione raccoglie decisioni rese da diverse giurisdizioni, nazionali, europee e internazionali, in tema di AI.
Questa sezione raccoglie decisioni rese da diverse giurisdizioni, nazionali, europee e internazionali, in tema di AI.
Il 4 novembre 2025 la Chancery Division della High Court ha deciso che l’utilizzo di immagini durante il training di un modello di intelligenza artificiale, anche senza il consenso del proprietario delle immagini, non costituisce una violazione delle leggi sul copyright.
Il TAR Lombardia ha riconosciuto in capo all’avvocato l’esistenza di un onere di verifica e controllo dei risultati delle ricerche realizzate con sistemi di intelligenza artificiale e ha ipotizzato che il mancato adempimento di tale onere possa costituire una violazione del dovere del difensore di comportarsi con lealtà e probità in giudizio.
Il 26 settembre 2025 la Federal Court of Australia (Queensland Registry) ha accertato plurime violazioni dell’Online Safety Act 2021 (Cth) per la pubblicazione su un sito web di immagini intime senza consenso e per l’inottemperanza a ordini/richieste di rimozione, imponendo sanzioni pecuniarie e la condanna alle spese del convenuto.
Il 24 gennaio 2024 il TAR Lazio (Sezione Quarta) ha accolto il ricorso di Meta Platforms Ireland Ltd. e ha annullato la delibera AGCOM n. 422/22/CONS (14 dicembre 2022) con cui era stata irrogata a Meta una sanzione di € 750.000 per la presenza su Facebook di contenuti sponsorizzati ritenuti idonei a promuovere gioco e scommesse con vincite in denaro. Il Tribunale ha escluso che i controlli preventivi automatizzati sulle inserzioni rendano Meta un hosting provider “attivo” e ha ritenuto non provata una conoscenza effettiva dei contenuti illeciti prima della contestazione formale.
Il 7 dicembre 2023 la Corte di Giustizia (Prima Sezione) ha stabilito che il credit scoring elaborato da una società che fornisce informazioni commerciali costituisce un processo decisionale automatizzato relativo alle persone fisiche ai sensi dell’art. 22 del regolamento generale sulla protezione dei dati (“GDPR”), quando l’utilizzo dello stesso da parte di una società terza determini in modo decisivo la stipula, l’esecuzione o la cessazione di un rapporto contrattuale.
Con l’ordinanza n. 28358 del 2023 la prima sezione della Corte di cassazione civile ha confermato la liceità del rating reputazionale operato tramite un algoritmo quando l’interessato abbia avuto conoscenza del suo procedimento e prestato un valido e libero consenso al suo utilizzo.
La Corte Distrettuale di Columbia ha confermato la decisione dell’Ufficio Copyright statunitense (United States Copyright Office, USCO) di negare il copyright su un’opera d’arte generata dall’intelligenza artificiale in quanto «priva di un autore umano».
Il 4 luglio 2023 la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha stabilito che la condanna amministrativa comminata dalla Federazione Russa nei confronti del signor Glukhin e l'uso di tecnologia di riconoscimento facciale nei confronti dello stesso, hanno violato la sua libertà di espressione (articolo 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, d’ora in avanti “Convenzione”) e il suo diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8 della Convenzione).
Il Consiglio di Stato, nell’ambito di una controversia riguardante la vittoria di una gara d’appalto per la fornitura di dispositivi medici, ha definito il concetto di algoritmo, distinguendolo da quello di intelligenza artificiale.
Nel caso Ed Bridges (R) v. The Chief Constable of South Wales Police and others, in riforma della sentenza della High Court, la Corte di Appello ha ritenuto l’impiego di strumenti di riconoscimento facciale automatizzati (automated facial recognition,“AFR”) illegittimo sulla base i) dell’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, ii) della legislazione sulla protezione dei dati personali (Data Protection Act del 2018) e infine iii) del Public Sector Equality Duty della sezione 149 dell’Equality Act del 2010.