Questa sezione raccoglie decisioni rese da diverse giurisdizioni, nazionali, europee e internazionali, sulle tematiche del biodiritto.
Questa sezione raccoglie decisioni rese da diverse giurisdizioni, nazionali, europee e internazionali, sulle tematiche del biodiritto.
La Corte costituzionale austriaca (VfGH), con sentenza dell’8 marzo 2016 - E 1477/2015, ha dichiarato che la mancata autorizzazione alla costituzione di un’associazione non rappresenta violazione di diritti costituzionalmente garantiti laddove lo scopo della stessa costituisca una condotta penalmente sanzionata.
La Corte di Cassazione ha stabilito l’inesistenza del nesso causale tra vaccino e autismo.
La Inner House della Court of Session ha respinto un appello contro una decisione della Outer House in base alla quale il rifiuto del Lord Advocate di pubblicare linee guida specifiche relative alla perseguibilità per suicidio assistito non costituisce una violazione dell’art. 8 Cedu.
A seguito di una richiesta governativa, la Corte Suprema del Canada ha concesso al governo una proroga di 4 mesi per adeguarsi ai contenuti della decisione Carter, adottata nel gennaio 2015.
La Corte di Strasburgo ha condannato l’Italia al risarcimento dei danni subiti da alcuni pazienti che, nel corso di trasfusioni di sangue attuate per scopi terapeutici, sono stati infettati dai virus dell’HIV, dell’epatite B e C.
Nel caso Mandet v. France la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo si è espressa su un caso riguardante un presunto padre biologico che voleva vedere riconosciuta in giudizio la propria paternità, nonostante l’opposizione del figlio.
Con la decisione pubblicata l’8 gennaio 2016 il Bundesverfassungsgericht, in attesa di pronunciarsi sulla causa principale, ha rigettato l’istanza cautelare proposta dai ricorrenti in una Verfassungsbeschwerde contro il § 217 Strafgesetzbuch (StGB).
La corte d’appello del Quebec, nel capovolgere l’esito di una sentenza di primo grado, ha stabilito che la legge del Quebec sul suicidio assistito non è in contrasto con il codice penale.
La High Court di Belfast (The Northern Ireland Human Rights Commission’s Application [2015] NIQB 96 – 30 novembre 2015) ha dichiarato che le disposizioni sull’aborto dell’Irlanda del Nord (che permettono l’interruzione di gravidanza solo nel caso in cui la donna sia in pericolo di vita o di gravi danni) non sono compatibili con la Cedu.
In data 23 novembre 2015 la Superior Court of Pennsylvania ha affermato la non contrarietà dei contratti di gestazione per altri (gestational carrier contract) all’ordine pubblico, stabilendone quindi la validità nell’ordinamento nazionale. La Corte ha inoltre riconosciuto il contratto oggetto del giudizio come causa costitutiva della genitorialità dei genitori intenzionali.