Questa sezione raccoglie decisioni rese da diverse giurisdizioni, nazionali, europee e internazionali, sulle tematiche del biodiritto.
Questa sezione raccoglie decisioni rese da diverse giurisdizioni, nazionali, europee e internazionali, sulle tematiche del biodiritto.
La Corte di Cassazione, visto l'art. 267 TFUE e l'art. 295, cod. proc. civ., chiede alla Corte di Giustizia dell'Unione europea di pronunciarsi, in via pregiudiziale, sulla questione di interpretazione del diritto UE in relazione agli articoli 2, par 2, lett. b), i), e 5, della Direttiva 2000/78/CE.
La Corte di cassazione ha sollevato questione di legittimità costituzionale degli artt. artt. 33, 34, 35 della Legge n. 883/1978, con riferimento agli artt. 2, 3, 13, 24, 32, 111 Cost, nonché all’art. 117 Cost. in relazione agli artt. 6 e 13 CEDU, in quanto non consentirebbero un ricorso immediato ed efficace avverso i provvedimenti che dispongono un T.S.O. in regime di degenza ospedaliera.
La Corte europea dei diritti dell’Uomo ha stabilito che la mancanza di una disciplina del suicidio medicalmente assistito non configura una violazione del diritto alla vita privata di cui all’art. 8, CEDU da parte dello Stato.
La Corte europea dei diritti dell’uomo ha affermato che le misure sanzionatorie applicate al personale sanitario non vaccinato contro il Covid-19 risultano proporzionate alla situazione emergenziale.
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso presentato contro una decisione della Corte di appello che rigettava la richiesta di risarcimento del danno da responsabilità medica, rilevando che il diritto della paziente ad essere informata sullo stato di salute del feto include anche le diagnosi riconducibili a probabilità statistiche di errore.
Il 24 luglio 2024, il TAR Lazio ha confermato il provvedimento del Ministero della Salute che annovera la figura professionale del massofisioterapista tra gli “operatori sanitari” e non tra i “professionisti sanitari”.
Nella sent. n. 143/2024 la Corte costituzionale dichiara inammissibile la questione circa la mancata previsione di un “terzo genere” mentre accoglie la censura relativa all’irragionevolezza dell’autorizzazione del Tribunale al trattamento chirurgico se la rettificazione è già compiuta.
Il Tribunale di Trieste ha accolto il ricorso presentato da una donna affetta da sclerosi multipla avente ad oggetto l’illegittimità del diniego da parte dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (ASUGI) di autorizzare la procedura della morte medicalmente assistita e ha condannato quest’ultima a procedere ad una rivalutazione della sussistenza delle condizioni stabilite dalla Corte cost. nella sent. 242/2019, in particolare verificando se la donna possa considerarsi essere tenuta o meno in vita da trattamenti di sostegno vitale.
Il Tribunale di Livorno ha rigettato la domanda di annullamento del matrimonio per mancata conoscenza del precedente mutamento di sesso della moglie, in quanto questa mancanza non costituisce errore essenziale sulla persona del coniuge.
La Corte di cassazione accoglie un ricorso di opposizione alla richiesta di assegnazione di amministratore di sostegno presentata dal figlio del ricorrente, che lamenta l’erronea applicazione del principio per cui la tutela dell’amministrato deve avvenire limitando il meno possibile la sua capacità d’agire.