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Il caso Cappato e la decisione della Corte costituzionale: quando chiedere è lecito, in attesa di una legge

Lucia Busatta

Abstract

L'articolo tratta della decisione della Corte costituzionale italiana nel c.d. “caso Cappato”, sulla legittimità reato di assistenza al suicidio. Con la sentenza n. 242 del 2019, la Corte ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 580 c.p. in alcune ben delimitate circostanze, esortando al contempo il Parlamento a intervenire con legge. In assenza di una legge, la decisione crea una specifica area di non punibilità del reato e solleva alcune non trascurabili problematiche, fra le quali la necessità, per le strutture pubbliche del Servizio sanitario nazionale, di prevedere adeguate procedure per consentire la verifica del rispetto dei requisiti individuati nella sentenza.

Sommario

1. Rewind: le principali tappe del caso Cappato sino alla sentenza della Corte costituzionale

2. Gli undici mesi tra l’ordinanza e la sentenza: verso l’apertura di un dibattito, tra comunità scientifiche e Parlamento

3. La sentenza della Corte costituzionale n. 242 del 2019: era proprio ciò che ci si aspettava?

4. Gli snodi critici della sentenza e gli interrogativi aperti

Pagina pubblicata Martedì, 14 Aprile 2020
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