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US – Supreme Court of the State of Arizona – Paul E. v. Courtney F. : disforia di genere e responsabilità genitoriale
25 Aprile 2019

La Corte Suprema dell’Arizona riafferma la competenza, alle condizioni previste ex lege, della Family Court a limitare l’autorità di decidere in merito all’educazione e alle cure mediche del genitore affidatario di un minore con disforia di genere.

Numero
No. CV-18-0111-PR
Anno
2019

Nel caso di specie, il sig. Paul E. (P.) e la sig.ra Courtney F. (C.) sono padre e madre di tre bambini, tra cui L., nato nel 2007. Quando i due divorziarono nel 2010, la Family court riconobbe a P. l’autorità di decidere in merito all’educazione e alle cure mediche della prole.

L. cominciò presto a manifestare di non identificarsi con il suo sesso biologico (maschio) e la madre lo incoraggiò ad esplorare la sua identità di genere. In particolare, in occasione di un “free dress day”, L. andò a scuola indossando una gonna, finendo per essere oggetto di scherno da parte dei compagni. Il padre, che apprese in quell’occasione ciò che stava accadendo, si rivolse ad una terapista.

Visto il disaccordo dei genitori, P. adì la corte competente che gli riconobbe la responsabilità genitoriale esclusiva in merito alle scelte di straordinaria importanza (sole legal decision-making authority) nei confronti dei tre figli. Venne disposto inoltre che la madre smettesse di discutere di questioni di genere e di rivolgersi ad L. con pronomi femminili e che giochi e vestiti tradizionalmente considerati “da ragazza” fossero rimossi dalla casa della sig.ra C (queste disposizioni vennero identificate dalle parti come “la regola”).

I genitori si rivolsero più volte alla Family Court per modificare le condizioni di affidamento dei minori. Nel 2015, in particolare, la Corte riconobbe nuovamente al padre la sole legal decision-making authority. Nell’interesse preminente del minore, poi, si dispose:

- la nomina di un esperto di questioni di genere;

- che L. continuasse le sedute con la terapista individuata dal padre;

- che solo l’esperto di questioni di genere e la terapista potessero affrontare apertamente con L. tematiche relative alla sua identità di genere;

- che “la regola” fosse sospesa durante le sedute con la terapista e nelle case di P. e C.;

- che nessuno dei genitori potesse, direttamente o indirettamente, promuovere o scoraggiare una visione relativa all’identità di genere espressa da L.

Le parti impugnarono tale decisione di fronte alla Corte d’Appello, la quale, nel 2018, affermò che la Family Court mancasse dell’autorità per ingerire così pesantemente in relazione alla responsabilità genitoriale di P. e C.

La controversia fu poi portata di fronte alla Supreme Court of the State of Arizona. La questione sottoposta fu se la Family Court fosse autorizzata a nominare uno specifico terapista e uno specifico consulente, con conseguenti limitazioni nella responsabilità del padre (affidatario esclusivo).

La Supreme Court evidenziò come, una volta riconosciuta sole legal decision-making authority al padre, questo sia titolare di «legal right and responsibility to make major decisions» ex §25-401 (3) dell’Arizona Revised Statute (A.R.S.). La §25-410 (A) A.R.S., però, autorizza la Family Court a limitare l’autorità genitoriale in alcune circostanze: «the parent designated as sole legal decision-maker may determine the child’s upbringing, including the child’s education, care, health care and religious training, unless, on motion by the other parent, the court, after a hearing, finds that in the absence of a specific limitation of the parent designated as the sole legal decision-maker’s authority, the child’s physical health would be endangered or the child’s emotional development would be significantly impaired».

Anche se nel caso di specie non è stata riconosciuta la sussistenza di presupposti che giustifichino l’ingerenza della Family Court, la Corte Suprema riconosce che la corte di merito è autorizzata a prendere decisioni circa la crescita del minore, in particolare in tutte quelle circostanze in cui la conflittualità tra gli adulti impedisce di individuare una linea comune.

La decisione è reperibile a questo link  e nel box download. 

Marco Poli
Pagina pubblicata Giovedì, 25 Aprile 2019 - Ultima modifica: Lunedì, 02 Settembre 2019
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