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UK - High Court (Family Division) - X (A Child) (Surrogacy: Time Limit): termine per l'emanazione di un "parental order" in ipotesi di maternità surrogata
3 Ottobre 2014

Regno Unito: la High Court ha emanato un parental order per maternità surrogata anche se i sei mesi previsti dalla legge per la richiesta del provvedimento erano già trascorsi. La Corte ritiene che interpretare la deadline come termine perentorio sia “almonst nonsensical”.

Numero
[2014] EWHC 3135 (Fam)
Anno
2014

B e P, genitori committenti, avevano portato a termine un accordo di maternità surrogata con una coppia indiana (G e C). Il bambino, X, nato nel 2011, era stato concepito impiantando nell’utero della madre surrogata l’embrione ottenuto dalla fecondazione di un ovulo di una donatrice e i gameti maschili del padre committente. X era entrato nel Regno Unito con un passaporto britannico quando erano ormai già passati più di sei mesi dalla sua nascita. I genitori committenti avevano dichiarato di non aver presentato richiesta per il parental order poiché non erano a conoscenza del termine di sei mesi previsto dalla legge.

Secondo lo Human Fertilisation and Embryology Act 2008, art. 54.3: «the applicants must apply for the order during the period of 6 months beginning with the day on which the child is born». Il provvedimento è mirato ad ottenere il riconoscimento della patria potestà sui bambini nati in seguito a surrogazione. Secondo la Corte, dal punto di vista giuridico, i genitori, trascorsi i sei mesi, avrebbero comunque la possibilità di presentare una richiesta d’adozione. Cionondimeno, il giudice afferma che le Corti devono essere preparate a ricevere richieste tardive come quella del caso di specie e che la decisione deve essere finalizzata a realizzare l’interesse del minore e il suo diritto ad avere una famiglia: «Section 54 goes to the most fundamental aspects of status and, transcending even status, to the very identity of the child as a human being: who he is and who his parents are. It is central to his being, whether as an individual or as a member of his family».

Non si può pertanto ritenere che il termine previsto dall’art. 54.3 dello Human Fertilisation and Embryology Act sia da intenderi come perentorio: «Given the subject matter, given the consequences for the commissioning parents, never mind those for the child, to construe section 54(3) as barring forever an application made just one day late is not, in my judgment, sensible. It is the very antithesis of sensible; it is almost nonsensical».

Il testo della sentenza è disponibile nel box download.

Lucia Busatta
Pagina pubblicata Venerdì, 03 Ottobre 2014 - Ultima modifica: Lunedì, 10 Giugno 2019
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