Vai menu di sezione

Ministero della Salute - Relazione 2019 sullo stato di attuazione della legge sulle cure palliative (triennio 2015-2017)

Nell'aprile del 2019 il Ministro della Salute ha inviato al Parlamento il rapporto sullo stato di attuazione della Legge n. 38/2010 “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”, mettendo in evidenza le criticità e i traguardi sinora raggiunti.

27/04/2019

La legge sulle cure palliative ha sancito il diritto di tutti i cittadini ad accedere alle cure palliative a tutela della dignità del malato e a garanzia della qualità di vita fino al suo termine. L’articolo 11 della legge prevede che annualmente il Ministro della Salute presenti una relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge, riferendo anche dei dati raccolti tramite apposita attività di monitoraggio.

Negli anni precedenti, le relazioni sullo stato di attuazione della legge sono state inviate al Parlamento nel 2010, nel 2012, nel 2014 e nel 2015.

I DATI

Il rapporto analizza la situazione nel triennio 2015-2017.

Il primo problema evidenziato è relativo alla carenza di posti letto nelle strutture ospedaliere volte ad attuare le cure palliative; sul territorio nazionale sono presenti 240 strutture, ma nel 2017 è emersa una carenza di 244 posti letto. Tale situazione è fortemente disomogenea sul territorio nazionale: vi sono Regioni in cui il numero dei posti letto eccede il numero dei pazienti (Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio) e Regioni, invece, in grave deficit di posti letto (Piemonte, Toscana, Campania, Sicilia).

I dati sulla durata dei tempi di attesa tra la ricezione della ricetta e la presa in carico del paziente in ospedale rivelano che nella maggior parte dei casi l’attesa è inferiore ai 2 giorni, mentre nei restanti casi i tempi vanno dai 4 ai 7 giorni. Il tempo di attesa dovrebbe essere uguale o inferiore a 3 giorni per almeno il 40 % degli assistiti e il dato positivo è che tutte le regioni raggiungono tale standard. In merito alla durata dei ricoveri in riferimento ai pazienti con patologie oncologiche, in tutte le Regioni la percentuale è inferiore allo standard previsto dalla legge. Fa eccezione la Provincia Autonoma di Trento, dove i dati del 2016 mostrano che i ricoveri consentono una presa in carico complessiva e tempestiva dei bisogni dei pazienti.

Con il d.P.R. n.44 del 28 marzo 2013, è stata istituita la sezione O del Comitato tecnico sanitario del Ministero della salute la quale ha individuato degli obiettivi volti ad attuare i principi contenuti nella legge n. 38/2010. La sezione ha focalizzato l’attenzione su una serie di elementi tra cui il monitoraggio dell’andamento delle prescrizioni dei farmaci utilizzati per la terapia del dolore e lo stato di sviluppo delle reti assistenziali previste dall’intesa della Conferenza Stato regioni del 2014. Tra gli altri obiettivi vi sono la valutazione delle prestazioni erogate e degli esiti delle stesse, in particolare dei dati relativi alla prescrizione di farmaci analgesici oppiacei, lo stato di avanzamento delle reti assistenziali analizzando anche il livello di integrazione delle strutture che ne fanno parte, le campagne di informazione a livello regionale e nazionale, le attività di ricerca.

TRAGUARDI E CRITICITÀ

La legge n. 38/2010 ha istituito un sistema di reti locali che risulta fondamentale per assicurare la continuità nel percorso di cura in ospedale, nelle strutture residenziali e in ambito domiciliare. Inoltre l’accordo della conferenza tra Stato e regioni del 2014 ha dato attuazione al comma 2 dell’art.5 della legge relativo all’ individuazione delle figure professionali competenti nell’ambito delle cure palliative e della terapia del dolore. Il decreto ministeriale 12 gennaio 2017 ha completato il quadro dei principali provvedimenti normativi in materia di cure palliative definendo i livelli essenziali di assistenza nell’ambito della rete locale delle cure. Tuttavia persistono delle criticità: non sono stati adottati modelli organizzativi uniformi, i percorsi assistenziali di presa in carico del paziente differiscono molto tra le regioni e l’offerta formativa per gli operatori sanitari di cure palliative è ancora fortemente disomogenea sul territorio nazionale.

Nel box download è disponibile il report riferito al triennio 2015-2017

Cristina Finto
Pagina pubblicata Sabato, 27 Aprile 2019 - Ultima modifica: Martedì, 23 Luglio 2019
torna all'inizio del contenuto