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Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB) ¬– mozione: Sperimentazione animale con riferimento ai divieti posti dal D. Lgs. 26/2014 in merito agli xenotrapianti e alle sostanze di abuso
Anno 2020

Il  CNB esprime preoccupazione per i divieti alla sperimentazione con l’impiego di animali imposti dall’art. 5 del D. Lgs. 26/2014 ed invita il Governo ad adeguare la normativa nazionale a quella europea in materia di protezione di animali a fini scientifici (Direttiva 2010/63/UE).

Con la seguente mozione il CNB invita il Governo a rimuovere i divieti in materia di xenotrapianti (lett. d) e di ricerca sulle sostanze di abuso (lett. e) introdotti all’art. 5 del D. Lgs. 26/2014 perché, pur richiamando i propri precedenti pareri nei quali ha sottolineato il rispetto che si deve all’animale e al suo benessere, ritiene il Comitato che i suddetti divieti siano pregiudizievoli per la ricerca scientifica italiana e, in specie, incompatibili con la Direttiva europea 2010/63/UE. Il decreto legislativo è in vigore dal 2014 e si applica nella sia interezza, tranne con riguardo ai due divieti in questione, per i quali è stata prevista una deroga, da ultimo prorogata fino al 1° gennaio 2021.

Ricorda il Comitato come la richiesta mondiale di trapianti di organi sia molto superiore alla disponibilità di organi umani e che sviluppare la ricerca di trapianti d'organo da altre specie (xenotrapianti) sia indispensabile allo stato per ridurre il divario tra richiesta e disponibilità. Inoltre, tale proibizione impedisce di trapiantare tumori umani in topi immunodepressi o “umanizzati”,  pratica che attualmente è essenziale nella valutazione dell’efficacia terapeutica di nuovi agenti antitumorali ai fini della traslazione in studi clinici.

In merito al divieto imposto alla ricerca con l’impiego di animali sulle sostanze di abuso, il CNB esprime la necessità di "studiare le nuove sostanze continuamente immesse sul mercato per capirne il meccanismo d’azione e trovare antidoti". Questa esigenza viene frustrata dai divieti imposti dalla normativa italiana, dal momento che, allo stato dell’attuale ricerca sperimentale, “la fase intermedia (preclinica) deve essere condotta su mammiferi (roditori e primati non umani) per valutare i meccanismi della tossicità, dipendenza e sindrome di astinenza”, come confermato nella Relazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna “Bruno Ubertini” (IZSLER).

La maggioranza del CNB esprime dunque la necessità di adeguare la normativa interna agli standard europei, evitando di isolare i nostri ricercatori dalle collaborazioni con i partner internazionali e non precludendo, in particolare, l’accesso ai finanziamenti dell’UE.

Muovendo poi dall' emergenza della diffusione del contagio da Sars-CoV-2, insiste il Comitato sul fatto che "non sia possibile prescindere dalla sperimentazione animale per studiare la patogenesi dell’infezione da Coronavirus nell’uomo, per testare dei trattamenti antivirali efficaci valutandone anche i possibili effetti collaterali, per sviluppare il vaccino".

 

Contro la mozione di maggioranza è stata espressa anche una posizione di minoranza.

In essa si denuncia che la mozione "aggira la questione bioetica centrale costituita dall’esigenza di trovare un equilibrio nella tutela di due beni eticamente rilevanti: la ricerca scientifica e la tutela degli animali".

Ricorda la minoranza che la direttiva 2010/63/UE “ha per scopo la protezione degli animali utilizzati a fini scientifici e intende agevolare e promuovere lo sviluppo di approcci alternativi”.

Secondo la minoranza la mozione veicola una rappresentazione scientista della sperimentazione animale, che guarda ai limiti normativi  come "ostacoli o intralci posti sulla strada della scienza, senza affatto considerare il loro ruolo di minima tutela degli animali". Inoltre, se è vero che a livello internazionale si considera ancora indispensabile la sperimentazione animale, nondimeno la stessa legislazione oggi si ispira al modello (alternativo) delle 3 R (Reduction, Replacement, Refinement).

Infine si lamenta la genericità con cui si argomenta la necessità di sperimentazione animale sulle sostanze d’abuso, osservando come la mozione non tratti  il dibattito in merito ai limiti dei modelli di sperimentazione animale nello studio della addiction.

 

Il testo della mozione è disponibile nel box download.

Nicolò Barbini
Pagina pubblicata Venerdì, 27 Marzo 2020 - Ultima modifica: Martedì, 12 Maggio 2020
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