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Corte Europea dei Diritti dell’Uomo – Grimmark v. Sweden e Steen v. Sweden: obiezione di coscienza all’aborto e art. 9 CEDU
12 marzo 2020

In data 12 marzo 2020 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha espresso due giudizi di manifesta infondatezza in due casi sollevati contro la Svezia da aspiranti ostetriche che si sono viste negare il diritto di obiezione di coscienza all'interruzione volontaria di gravidanza.

Basandosi su un esame preliminare del merito dei casi, il comitato di tre giudici incaricato dell’esame dell’ammissibilità ha deciso che la mancata tutela dell’obiezione di coscienza delle ricorrenti non costituisce violazione degli articoli 9, 10 e 14 della CEDU e ha, pertanto, rigettato i due ricorsi in quanto manifestamente infondati.

Numero
ric. n. 43726/17; ric n. 62309/17
Anno
2020

A causa dell’indisponibilità a effettuare procedure abortive determinata dai loro convincimenti religiosi, le due ricorrenti, Ellinor Grimmark e Linda Steen, si sono più volte viste rifiutare impieghi come ostetriche in diverse cliniche e ospedali del sistema sanitario svedese.

Chiamate a pronunciarsi sulla situazione, le corti svedesi avevano, fino all’ultima istanza, deciso che non vi era stata discriminazione né violazione del diritto alla manifestazione delle proprie convinzioni religiose secondo l’art. 9 della CEDU. Le corti di diritto interno avevano, infatti, considerato necessaria e giustificata la presenza di un requisito all’assunzione costituito dalla disponibilità a svolgere tutti gli incarichi pertinenti al lavoro di ostetrica.

Rivoltesi alla Corte EDU, entrambe le ricorrenti hanno lamentato violazioni degli articoli 9 (libertà di pensiero, di coscienza e di religione), 10 (libertà di espressione) e 14 (divieto di discriminazione) della CEDU. In particolare, le ricorrenti sostengono che l’ingerenza delle autorità svedesi con il loro diritto alla libertà di coscienza sia illegittima, poiché non fondata su alcuna disposizione di legge, non rivolta a uno scopo legittimo e non necessaria in una società democratica.

Muovendo dalla premessa per la quale la Convenzione non garantisce un diritto a occupare un posto nella funzione pubblica (Regner c. Repubblica Ceca, n. 35289/11), la Corte considera che non vi sia stata violazione degli articoli della CEDU menzionati nel ricorso.

Nonostante il rifiuto delle ricorrenti di assistere nelle procedure abortive sia protetto dall’articolo 9 in quanto manifestazione della libertà di coscienza, infatti, la Corte ritiene che l’ingerenza nel diritto delle ricorrenti abbia una sufficiente base giuridica nel diritto svedese e persegua lo scopo legittimo di proteggere il diritto alla salute delle donne che ricorrono all’aborto.

Inoltre, i giudici sottolineano che gli stati godono di un ampio margine di apprezzamento per quanto riguarda la necessità dell’ingerenza. Nel caso di specie, la necessità di garantire il servizio di interruzione volontaria di gravidanza su tutto il territorio nazionale impone allo stato di prendere tutte le misure necessarie per organizzare il proprio sistema nazionale di conseguenza, ivi incluso l’obbligo per il personale sanitario di fornire tutte le prestazioni legate alla procedura abortiva.

La corte aggiunge che le ricorrenti non rischiano la disoccupazione, in quanto la possibilità di continuare il proprio lavoro come infermiere rimane aperta.

Per quanto riguarda la violazione dell’art. 10, i giudici non ritengono sia identificabile una distinta ingerenza nella libertà di espressione delle ricorrenti.

Anche il ricorso basato sull’art. 14 viene, infine, dismesso. Nel caso di E. Grimmark, in particolare, la Corte dichiara che la situazione della ricorrente non possa essere considerata comparabile a quella di altre ostetriche disponibili ad assistere in procedure abortive.

Per questi motivi, la corte respinge il ricorso in quanto manifestamente infondato secondo le previsioni dell’art. 35, commi 3(a) e 4 della CEDU.

Le decisioni sono disponibili nel box download e a questi link: caso Grimmark ; caso Steen .

Irene Domenici
Pagina pubblicata Giovedì, 12 Marzo 2020 - Ultima modifica: Mercoledì, 08 Aprile 2020
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