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UE – Commissione europea per l’efficienza della giustizia - Guidelines on the use of generative artificial intelligence for courts – Linee guida sull’uso dell’IA generativa per i tribunali
Anno 2025

Il 19 dicembre 2025 la Commissione Europea per l’efficienza della giustizia ha emanato delle linee guida per disciplinare l’uso dell’IA nei tribunali, al fine di garantire indipendenza, supervisione umana, trasparenza e tutela dei dati personali, oltre al rispetto dei diritti fondamentali protetti dal diritto europeo.

I principi su cui si fondano le linee guida sono i seguenti:

  • l’esercizio della funzione giurisdizionale spetta esclusivamente ai tribunali;
  • deve essere sempre garantito l’accesso effettivo a un giudice umano;
  • i risultati prodotti dall’IA non hanno carattere vincolante;
  • l’utilizzo dell’IA nelle attività giudiziarie e nella redazione delle decisioni deve avvenire in modo trasparente.

È inoltre necessario garantire la tutela della privacy attraverso la pseudonimizzazione dei dati e il controllo esclusivo dei dati e delle infrastrutture da parte dell’autorità pubblica competente. Devono infine essere sempre rispettati i principi di legalità, indipendenza della magistratura, non discriminazione, diritto a un ricorso effettivo, nonché la tracciabilità e la spiegabilità dei processi decisionali.

Il principio di neutralità tecnologica prevede che le amministrazioni pubbliche individuino innanzitutto i propri bisogni funzionali e solo successivamente scelgano le soluzioni tecnologiche più adeguate e meno rischiose. Nel contesto della giustizia, l’IA può contribuire ad affrontare problemi come la carenza di personale, l’elevato numero di cause e la gestione inefficiente dei fascicoli. Può aiutare a gestire fascicoli, preparare documenti e verbali, analizzare casi simili e supportare cittadini e giudici tramite chatbot, ma tutte le informazioni devono essere sempre verificate dall’uomo. Rimangono inoltre vietate le pratiche proibite dall’art. 5 dell’AI Act.

Viene poi raccomandato di preferire strumenti di IA personalizzati e sicuri rispetto alle soluzioni commerciali generiche. L’uso dell’IA nella giustizia dovrebbe avvenire tramite sistemi sviluppati o gestiti sotto il controllo delle autorità pubbliche e dovrebbe funzionare tramite infrastrutture controllate dallo Stato, garantendo sicurezza, verificabilità delle fonti e protezione dei dati.

Le linee guida stabiliscono che l’introduzione dell’intelligenza artificiale generativa nella giustizia deve avvenire in modo graduale e controllato, attraverso fasi di sperimentazione, formazione del personale, monitoraggio e valutazioni periodiche dei rischi e delle prestazioni dei sistemi. Infine, i tribunali devono prestare attenzione anche all’uso dell’IA da parte degli avvocati e delle parti processuali, prevedendo l’obbligo di dichiararne l’impiego e sanzioni in caso di abuso.

Le linee guida sottolineano poi l’importanza della formazione di giudici, pubblici ministeri e personale amministrativo sull’uso dell’IA generativa.

Quanto agli aspetti normativi, l’adozione dei sistemi di IA generativa in ambito giudiziario richiede una valutazione approfondita circa il rispetto dei principi fondamentali europei e nazionali: strumenti utili a questo scopo sono il CEPEJ Assessment Tool e la metodologia HUDERIA per l’analisi dei rischi e degli impatti sui diritti umani.

I principali diritti che devono essere salvaguardati sono:

  • Diritto a un processo equo ex art. 6 CEDU;
  • Diritto alla libertà e alla sicurezza personale ex art. 5 CEDU;
  • Diritto alla privacy e alla protezione dei dati ex art. 8 CEDU;
  • Diritto a un ricorso effettivo ex art. 13 CEDU;
  • Divieto di discriminazione ex art. 14 CEDU.

Il testo del documento è disponibile al seguente link e nel box download.

Elena Frassinelli
Pubblicato il: Venerdì, 19 Dicembre 2025 - Ultima modifica: Venerdì, 06 Marzo 2026
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