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Jus centrale ita bianco

Con sentenza dell’ottobre 2017, la High Court (Queen’s Bench Division) ha riconosciuto in capo alla ricorrente il diritto al risarcimento dei costi associati ad una disabilità del figlio non direttamente collegata all’inadeguatezza delle indagini diagnostiche atte a verificare il suo stato di portatrice del gene dell’emofilia, condotte dal medico curante, nel momento in cui il bambino disabile non sarebbe mai nato se non fosse stato per la negligenza del medico stesso.

Pubblicato in Giurisprudenza straniera

In caso di nascita di un bambino con gravi malformazioni, grava sulla madre l’onere di provare che, se fosse stata previamente informata della grave patologia di cui sarebbe stato affetto suo figlio, avrebbe interrotto la gravidanza.

Pubblicato in Giurisprudenza nazionale

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione sono intervenute sulla questione dell’onere della prova nelle azioni risarcitorie per il danno da nascita indesiderata e sull’annoso e complesso tema della legittimazione ad agire per cd. wrongful life.

Pubblicato in Giurisprudenza nazionale

La III Sezione civile, rilevati contrati giurisprudenziali su due questioni fondamentali relative al c.d. danno da nascita indesiderata (ricorrente quando, a causa del mancato rilievo dell'esistenza di malformazioni congenite del feto, la gestante perda la possibilità di interrompere la gravidanza), rimette gli atti al Primo Presidente per l'eventuale assegnazione del ricorso alle Sezioni Unite.

Pubblicato in Giurisprudenza nazionale

La Corte di Cassazione si è espressa sull'illecito/inadempimento del medico che aveva consigliato a una donna esami differenti dall’amniocentesi, rivelatisi non idonei a produrre risultati precisi e attendibili in merito alla identificazione di difetti genetici del nascituro e sul risarcimento del danno da “nascita indesiderata”.

Pubblicato in Giurisprudenza nazionale
Martedì, 02 Ottobre 2012 08:11

Cass. civ., sez. III, 2 ottobre 2012, n. 16754

La terza sezione civile della Corte di Cassazione ha dichiarato che «il risarcimento del danno c.d. da nascita indesiderata, derivante dall’errore del medico che, non rilevando malformazioni congenite del concepito, impedisca alla madre l’esercizio del diritto di interruzione della gravidanza, spetta non solo ai genitori, ma anche ai fratelli».

Pubblicato in Giurisprudenza nazionale