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Giurisprudenza straniera

Giurisprudenza straniera (36)

La Court of Protection concede, a certe condizioni, il trasferimento di un paziente in Serbia, affinché sia sottoposto ad un trattamento sperimentale con cellule staminali, riconoscendo che ciò sia nel suo “best interest”.

La High Court rigetta una questione di incompatibilità tra il divieto di assistenza al suicidio previsto dal Suicide Act 1961 ed il diritto alla autodeterminazione nella sfera privata e familiare protetto dall’articolo 8 della CEDU. 

La Court of Protection si pronuncia, sulla scorta di Briggs, in merito alla interruzione di idratazione e nutrizione artificiali per un soggetto incapace in stato di minima coscienza, ribadendo il principio-guida del “best interest”. Stabilisce, in aggiunta, che non vi sia necessariamente obbligo di pronuncia giudiziaria, ove le parti coinvolte non siano in disaccordo sul contenuto del “best interest” del paziente incapace.

La High Court, con una maggioranza di due su tre, dichiara inammissibile una richiesta di judicial review della section 2(1) del Suicide Act 1961, richiesta presentata da Mr Conway sulla base della section 4(2) of the Human Rights Act 1998.

La Court of Protection, sulla base del Mental Capacity Act 2005, dispone l’interruzione di idratazione e nutrizione artificiali per un soggetto in stato di minima coscienza, incapace di esprimere il proprio consenso.La Corte conferma la applicabilità del “best interest test” come nel precedente Aintree University Hospitals NHS Trust v James [2013] UKSC 67, precisandone tuttavia alcuni aspetti in ragione delle particolari condizioni cliniche del soggetto.

La Corte costituzionale austriaca (VfGH), con sentenza dell’8 marzo 2016 - E 1477/2015, ha dichiarato che la mancata autorizzazione alla costituzione di un’associazione non rappresenta violazione di diritti costituzionalmente garantiti laddove lo scopo della stessa costituisca una condotta penalmente sanzionata.

La Court of Appeal dell’Alberta (Canada) ha rigettato un ricorso presentato avverso la decisione di primo grado che autorizzava una donna, affetta da grave malattia psichiatrica fisicamente invalidante – ad accedere al suicidio medicalmente assistito. La Corte chiarisce alcuni punti relativi all’interpretazione della sentenza Carter della Corte Suprema del Canada.

A seguito di una richiesta governativa, la Corte Suprema del Canada ha concesso al governo una proroga di 4 mesi per adeguarsi ai contenuti della decisione Carter, adottata nel gennaio 2015.

La Inner House della Court of Session ha respinto un appello contro una decisione della Outer House in base alla quale il rifiuto del Lord Advocate di pubblicare linee guida specifiche relative alla perseguibilità per suicidio assistito non costituisce una violazione dell’art. 8 Cedu.

La corte d’appello del Quebec, nel capovolgere l’esito di una sentenza di primo grado, ha stabilito che la legge del Quabec sul suicidio assistito non è in contrasto con il codice penale.

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