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Venerdì, 24 Novembre 2017 10:01

UK: Caso Conway – assistenza al suicidio e art. 8 CEDU (5 ottobre 2017)

La High Court rigetta una questione di incompatibilità tra il divieto di assistenza al suicidio previsto dal Suicide Act 1961 ed il diritto alla autodeterminazione nella sfera privata e familiare protetto dall’articolo 8 della CEDU. 

Noel DouglasConway aveva contratto una malattia degenerativa del motoneurone, con una aspettativa di vita è tra i 2 ed i 5 anni e senza cure efficaci disponibili. Consapevole che tale malattia riduce gradualmente l’indipendenza della persona, prima motoria poi cognitiva, il signor Conway aveva espresso il desiderio di cercare l’assistenza di un medico per terminare la propria vita prima che la qualità della sua esistenza cominciasse a risultare intollerabilmente compromessa. In ragione del divieto assoluto di assistenza al suicidio previsto dal Suicide Act 1961, Conway aveva chiesto una revisione giudiziale di tale “blanket ban”. Dopo che la richiesta di “judicial review” era stata dichiarata inammissibile da una ordinanza della High Court in marzo, la Court of Appeal aveva riformato la decisione e concesso al sig. Conway il diritto ad un esame nel merito da parte della High Court.

La Corte è chiamata ad esprimersi sulla presunta incompatibilità lamentata dal ricorrente tra il divieto assoluto di assistenza al suicidio sancito dal Suicide Act 1961 e il diritto al rispetto della vita privata garantito dall’articolo 8 della CEDU, così come adottato dal Regno Unito tramite lo Human Rights Act 1998. Il vizio lamentato è quello della sproporzionalità di tale  divieto rispetto ad una condizione, quella dei malati terminali, che meriterebbe un trattamento differenziato.

La corte esamina una serie di precedenti, in particolare R (Nicklinson) v Ministry of Justice [2014] UKSC 38 e R (Pretty) v Director of Public Prosecutions [2001] UKHL 6. Tramite il riferimento a tali casi, il ricorrente cerca di dimostrare la irragionevolezza delle attuali disposizioni legislative. Infatti, per non violare la legge, l’unica alternativa aperta al ricorrente, oltre ad una attesa della morte per effetto della malattia, sarebbe il rifiuto del trattamento di NIV (ventilazione non invasiva), che gli viene somministrato in supporto alla respirazione, e la successiva morte per progressiva asfissia, mitigata solamente da cure palliative.

La Corte esprime la sua compassione per il ricorrente, ma rigetta la questione di incompatibilità da lui proposta in base a due ragioni.

In primo luogo, i giudici sostengono che la “proportionality of the blanket prohibition in section 2, particularly having regard to the aim of protecting the weak and vulnerable, has been confirmed in relation to a person suffering from MND by the House of Lords and also by the ECtHR in the Pretty case.” Perciò appare che l’equilibrio dettato dal Parlamento sia una legittima espressione del potere discrezionale riservato al legislatore, il quale ha recentemente riesaminato la questione senza ritenere opportuni delle modifiche alla normativa.

In secondo luogo, la Corte sostiene che, rispetto al caso Nicklinson, in cui uno dei ricorrenti era affetto da una sindrome di “locked-in”, la linea di condotta legalmente riconosciuta al Signor Conway (il rifiuto della NIV e poi la somministrazione di cure palliative in attesa della morte per asfissia) “cannot fairly be characterised as amounting to a form of cruelty”. Il fatto che la morte di Conway sia in ogni caso imminente e la prova che sono disponibili ottime cure palliative indica che “his interests are less badly affected by the interference with his Article 8 rights arising from section 2 than was the case in relation to Mr Nicklinson, Mr Lamb and Martin in the Nicklinson decision. The same strong public interest in maintaining section 2 in place is present in this case, but the price to be imposed on Mr Conway and people in his position to secure that interest is lower.”

Per queste ragioni, la High Court rigetta la questione di incompatibilità presentata dal signor Conway.

Il testo completo della sentenza (il cui riferimento completo è: The Queen on the application of: Noel Douglas Conway -v- The Secretary of State for Justice and Others [2017] EWHC 2447 (Admin)) è reperibile nel box download e al seguente link.

Andrea Martani

Letto 314 volte Ultima modifica il Venerdì, 24 Novembre 2017 10:04