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Mercoledì, 26 Luglio 2017 09:22

Il caso di Charlie Gard – High Court conferma l’autorizzazione alla sospensione dei trattamenti

Con il provvedimento del 24 luglio 2017 la High Court conferma l’autorizzazione alla sospensione dei trattamenti intensivi per Charlie Gard.

La vicenda del bambino affetto da una grave sindrome mitocondriale in cura presso il Great Ormond Street Hospital (GOSH) di Londra ha interessato High Court, Court of Appeal, UK Supreme Court e, infine, la Corte EDU. Ogni decisione ha confermato il primo provvedimento della High Court, in base al quale la sospensione dei trattamenti di sostegno vitale realizza il best interest del bambino.

La High Court viene nuovamente adita dall’ospedale, che chiede un nuovo provvedimento, necessario alla luce delle modifiche fattuali che hanno interessato la vicenda a seguito della notevole eco mediatica sollevatasi intorno alla vicenda.

In particolare, l’ospedale chiede alla High Court di confermare il provvedimento dell’11 aprile 2017 dopo un’ulteriore valutazione dei nuovi elementi di fatto. Anche al fine di evitare ogni ambiguità legata alla possibilità di trasferire il bambino presso un’altra struttura sanitaria, il GOSH chiede una nuova l’autorizzazione all’interruzione dei trattamenti.

Nel ricostruire l’evoluzione giuridica e umana che la vicenda ha avuto da aprile a luglio 2017, il giudice rileva che «Many opinions have been expressed based on feelings rather than facts» e che, al momento dell’ultima istanza presentata dall’ospedale, i genitori hanno ormai accettato che una terapia palliativa corrisponde alla realizzazione del miglior interesse per Charlie: «They have, however, now accepted that Charlie's life cannot be improved and that the only remaining course is for him to be given palliative care and to permit him to die with dignity».

I nuovi elementi di fatto che rendono necessaria un’ulteriore pronuncia da parte della High Court riguardano la manifestazione di disponibilità da parte dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma, così come del centro specializzato del Dr. Hirano negli USA, al trasferimento e al trattamento del bambino.

Al fine di verificare l’evoluzione della condizione clinica di Charlie, nel luglio 2017 sono stati svolti nuovi e approfonditi esami medici che hanno rilevato l’avanzamento della progressiva scomparsa del tessuto muscolare in alcune parti del corpo del bambino: «in some places Charlie now has no muscle at all, and in other places there is significant replacement of muscle by fat».

Alla luce di ciò, i medici del GOSH di Londra, insieme ad altri esperti esterni, concordano nel ritenere che non vi siano possibilità di trattamento per Charlie.

Nel confermare, dunque, l’autorizzazione all’interruzione dei trattamenti, la High Court evidenzia che la ragione giuridica della necessità di una pronuncia giurisdizionale in casi nei quali, come in questo, vi sia un contrasto tra la struttura sanitaria e i genitori del minore, sia finalizzato proprio alla realizzazione del miglior interesse del bambino: «Almost all of the time parents make decisions about what is in the best interests of their children and so it should be. Just occasionally, however, there will be circumstances such as here where a hospital and parents are unable to decide what is in the best interests of a child who is a patient at that hospital. It is precisely because the hospital does not have power in respect of that child that this hospital makes an application to the court, to an independent judge, for a determination of what is in that child's best interests. In circumstances where there is a dispute between parents and the hospital, it was essential that Charlie was himself independently represented and a guardian was therefore appointed to represent Charlie so that there was someone who could independently report to the court as to what was in his best interests».

Il testo della sentenza è disponibile nel box download.

-LB-

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