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Jus centrale ita bianco

La Corte di giustizia e la ri-definizione normativa di «embrione umano»

Nota a sentenza di Simone Penasa, pubblicata in Quaderni costituzionali, n. 1/2015, pp. 213-215.

Il contributo è liberamente accessibile a questo link.

L’autore commenta la sentenza C 364/13, International Stem Cell Corporation v. Comptroller General of Patents, Designs and Trade Marks, del 18 dicembre 2014, con la quale la Corte di Giustizia ha stabilito che l’articolo 6, paragrafo 2, lettera c), della direttiva 98/44/CE, sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche, «deve essere interpretato nel senso che un ovulo umano non fecondato il quale, attraverso la partenogenesi, sia stato indotto a dividersi e a svilupparsi, non costituisce un «embrione umano», ai sensi della suddetta disposizione, qualora, alla luce delle attuali conoscenze della scienza, esso sia privo, in quanto tale, della capacità intrinseca di svilupparsi in essere umano, circostanza che spetta al giudice nazionale verificare».

-LB-

 

Informazioni aggiuntive

  • Autore: Simone Penasa
  • Tipo di pubblicazione: Articolo
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