Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Cliccando su "accetto" acconsenti all’uso dei cookie.

Jus centrale ita bianco

Mercoledì, 19 Dicembre 2018 00:00

UK, England and Wales Court of Appeal (Civil Division) - XX v Whittington Hospital NHS Trust [2018] EWCA (19 December 2018) – maternità surrogata

La Corte di appello, in data 19 dicembre 2018, accoglie la domanda della richiedente desiderosa di ricorrere alla pratica della maternità surrogata in California utilizzando (anche) gli ovuli di una donatrice.

La sterilità dell’appellante è il risultato della chemioterapia cui si è dovuta sottoporre a seguito di una erronea diagnosi da parte del Whittington Hospital che ha ammesso la propria responsabilità. Prima di perdere la capacità procreativa, la donna era riuscita a crioconservare una dozzina di ovuli al fine di ricorrere alla pratica della maternità surrogata, pensando di portarla a termine alternativamente in California, dove la maternità surrogata di tipo commerciale è ammessa dalla legge, oppure nel Regno Unito dove è ammessa, al contrario, solo quella di natura altruista.

Nel Regno Unito, infatti, alla gestante è riconosciuto solamente un rimborso delle spese sostenute per la gravidanza. La madre legale del minore, per il diritto inglese, è la madre gestazionale la quale non è obbligata a consegnare il minore alla coppia committente. Sarà quest’ultima a doversi rivolgere al Tribunale per ottenere un parental order che trasferisca la genitorialità in capo ai committenti ex post-facto. In California, invece, la legge ammette la stipula di veri e propri contratti di surrogazione che hanno efficacia vincolante tra le parti. Il Tribunale può inoltre anticipare il trasferimento della genitorialità in capo alla coppia committente anche prima della nascita.

Il giudice di prima istanza ha negato la richiesta di risarcimento danni presentata da Ms X sostenendo di doversi attenere al precedente vincolante rappresentato dal caso Briody v St Helens and Knowsley Area Health Authority [2002].Dal momento che gli accordi di natura commerciale sono proibiti nel Regno Unito, essi risultano contrari all’ordine pubblico. Non rileva il fatto che suddetti accordi siano legali in California e nemmeno può essere tenuta in considerazione la mutata coscienza sociale del popolo inglese: un cambiamento di tale portata deve necessariamente essere veicolato dal Parlamento o dalla Corte Suprema. Infatti “[…] To the extent that attitudes had changed since Briody, any change would have to follow through Parliament or perhaps the Supreme Court”. Tuttavia, il giudice di prime cure ammette il ristoro delle spese per ricorrere alla maternità surrogata nel Regno Unito (con l’intermediazione di un’agenzia no-profit) utilizzando gli ovuli di Ms X, ma non quelli di una donatrice. Riconosce, altresì, il risarcimento di £160,000 per il dolore sofferto da Ms X.

Ms X ricorre in appello per ottenere il risarcimento dei danni allo scopo di accedere alla surrogazione di maternità in California e poter utilizzare anche gli ovuli di una donatrice.

La Corte di appello accoglie il ricorso argomentando quanto segue: l’art. 2 del Surrogacy Arrangements Act 1985 proibisce gli accordi di natura commerciale conclusi nel territorio inglese ma non quelli conclusi altrove quindi risulterebbe incoerente privare Ms X del risarcimento richiesto, a maggior ragione perché quanto propone di fare non è vietato da nessuno dei due ordinamenti. È importante ricordare che la ratio del risarcimento è la reintegrazione del patrimonio del danneggiato per riportarlo nella situazione in cui si sarebbe trovato se la lesione non si fosse verificata. Se da una parte è vero che l’impiego di ovuli di una donatrice non sarebbe idoneo a riportare Ms X nella situazione originaria – vale a dire la volontà di avere un figlio proprio – dall’altra risulta essere l’unico modo per aumentare le probabilità di gravidanza. A questo bisogna aggiungere che la società non assegna ‘lesser value’ ai minori il cui corredo genetico discende da uno solo dei genitori (nel caso di specie, quello del padre). La creazione di ‘blended families’ è facilitata dai progressi scientifici in tema di procreazione medicalmente assistita che contempla l’utilizzo di gameti non solo della coppia committente ma anche di donatori.

Il testo integrale della sentenza è disponibile nel box download e a questo link.

Andrea Pannacciulli

Informazioni aggiuntive

  • Tipo di pubblicazione: Libro
Letto 44 volte Ultima modifica il Venerdì, 15 Marzo 2019 12:09