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Martedì, 02 Ottobre 2018 10:56

UK Supreme Court, NHS Trust and others v. Y: interruzione dei trattamenti senza autorizzazione giudiziaria

Il 30 luglio la Supreme Court inglese ha dichiarato legittima la possibilità di interrompere i trattamenti necessari per tenere in vita un paziente in stato vegetativo senza il coinvolgimento del tribunale.

***ENGLISH VERSION BELOW***

Nel mese di giugno 2017, Mr. Y, dopo aver subito un arresto cardiaco, aveva riportato gravi danni cerebrali. I medici avevano concluso che Mr. Y era entrato in uno stato vegetativo e che nutrizione e idratazione artificiali erano necessari per tenerlo in vita. Nel mese di Ottobre, un secondo parere medico confermava il primo parere. Alla luce della prognosi, i familiari di Mr. Y e i medici avevano concordato che la sospensione delle cure fosse nel miglior interesse del paziente, anche se tale intervento avrebbe causato la morte del paziente.

Di conseguenza, il National Health System Trust aveva presentato domanda presso la Queen's bench Division della High Court per ottenere un ordine che dichiarasse non necessaria l’approvazione da parte del tribunale della sospensione della nutrizione artificiale nel caso in cui i medici e i familiari fossero d’accordo nell’interrompere le cure.

La Queen's bench Division della High Court aveva dichiarato non necessaria l’autorizzazione della corte se tutti i requisiti del Mental Capacity Act fossero stati seguiti e se non ci fosse disaccordo con i familiari o qualsiasi persona interessata. Successivamente, l’Official Solicitor presentava appello alla Supreme Court.

Secondo l’Official Solicitor l’approvazione del tribunale è requisito essenziale per proteggere la vulnerabile posizione di un paziente in stato vegetativo. È dunque compito dell’Official Solicitor assicurarsi che i diritti del paziente non siano lesi, richiedendo pareri medici indipendenti. Secondo l’Official Solicitor questo requisito trova legittimazione sia nel common law sia nella Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (in particolare agli articoli 2 e 6).

Nella decisione la Supreme Court esplora la natura del requisito dell’approvazione e dichiara che non esiste né nel common law, né nella Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo un requisito che impone l’approvazione di una corte per cessare le cure. Secondo l’opinione della Corte, se le previsioni del Mental Capacity Act e le relative  guidelines sono rispettate e non vi è disaccordo su cosa sia nel miglior interesse del paziente, allora le cure possono essere interrotte senza il coinvolgimento del tribunale. Infatti, come prescritto nel guidance del General Medical Council, una seconda e indipendente opinione medica prima di poter procedere alla sospensione del trattamento può risultare fondamentale in queste decisioni. Questo procedimento consente di assicurarsi che sia nel miglior interesse del paziente e dei familiari cessare le cure. Di conseguenza, la corte dichiara non necessaria l’approvazione di un giudice. Tuttavia, la Corte conclude sottolineando che, anche se l’approvazione non è necessaria in tutti i casi, esistono ipotesi in cui la corte sarà indubbiamente coinvolta per via di circostanze che lo rendono necessario per salvaguardare l’interesse del paziente.

Al seguente link il testo della sentenza.

Sarah Gabriele

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On July 30th, the Supreme Court has decided that clinically assisted nutrition and hydration, which is keeping alive a patient with a prolonged disorder of consciousness can be withdrawn without court involvement.

In June 2017, Mr. Y suffered a cardiac arrest which resulted in severe brain damages. His doctors concluded that he was suffering from prolonged disorder of consciousness, therefore clinically artificial nutrition and hydration was necessary. A second and independent opinion was obtained in October, and it considered Mr. Y in a vegetative state. The clinical team and the family therefore agreed that it was in Mr. Y’s best interest for the clinically artificial nutrition and hydration to be withdrawn, which would result in his death.

In November 2017, the National Health Service Trust issued an application in the Queen's bench division of the High Court for a declaration that it was not mandatory to seek for the court approval for the withdrawal of clinically assisted nutrition and hydration when the clinical team and the patient's family were agreed that it is in the best interest of the patient to withdraw the treatment.

The Queen's bench division of the High Court held that there is no requirement to seek for the court approval “where the clinicians have followed the Mental Capacity Act and good general practice, there is no dispute with the family of the person who lacks capacity or others interested in his welfare, and no other doubts or concerns have been identified”. Consequently, the Official Solicitor appealed to the Supreme Court.

The Official Solicitor submits that the court approval must be sought to ensure that the patient's vulnerable position is properly safeguarded by representation through the Official Solicitor, who can obtain independent expert medical reports. The Official Solicitor derives this requirement by the common law and the European Convention of Human Rights (in particular article 2 and 6).

In its decision, the Supreme Court establishes that nor the common law or the European Convention of Human Rights give rise to the mandatory requirement to involve the court to decide upon the best interest of every patient with a prolonged disorder of consciousness. According to the Court, “if the provisions of the Medical Capacity Act and the relevant guidance observed, and if there is agreement upon what is in the best interest of the patient, the patient may be treated in accordance with that agreement without application to the court.” In fact, as contemplated in the guidance, a second opinion of an independent medical expertise is crucial in the scrutiny that is essential in this decision. It allows to ensure what it is in the best interest of the patient and the patient's family. Therefore, the Court dismisses the appeal. However, the Supreme Court concludes by emphasizing that “although the application to court is not necessary in every case, there will undoubtedly be cases in which the application will be required  (or desirable) because of particular circumstances”.

Here the full text of the decision

Sarah Gabriele

 

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